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"Rudin" de Ivan Sergeevič Turgenev
Titulu:Rudin
Tìtulu orizinale:Рудин
Autore:Ivan Sergeevič Turgenev
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Annu 'è prubbicadàs:1857
Limba:Italianu
Limbazu orizinale 'e s'opera:Russu
Zenere:Romanzu
Argumentu:Realismo russo
DRM:
Presentassione de:Christian Michelini
Presentassione bocale:Rudin.opus, 215734 bytes
:

2871 cantas bortas an annotau sa pazina

L'autore
Ivan Sergeevič Turgenev è nato nella Federazione Russa, ad Orël, nel 1818. È morto a Bougival, nel 1883.

In origine, il suo nome era Иван Сергеевич Тургенев.

I principali ambiti in cui Ivan Sergeevič Turgenev si è impegnato sono: realismo russo.

Rudin, ovvero l'incompiutezza.

Dopo il successo di "Memorie di un cacciatore", molti pensavano che Ivan Sergeevič Turgenev avrebbe continuato a scrivere racconti o romanzi incentrati sulla vita dei contadini e dei servi della gleba russi, ma questo grande autore disattese queste previsioni e, scrivendo "Rudin", ambientò la sua storia nel mondo della nobiltà. Rudin, il protagonista, è un uomo particolare, perché, anche se dotato di eloquenza e di una certa innata capacità intellettuale, è in ultima analisi un indeciso, un pavido, un irresoluto che insegue cento idee ma non ne riesce a realizzare nessuna, un ammaliatore inconcludente e vacuo. Questa potrebbe essere una prima analisi del personaggio, ed in effetti la prima parte del romanzo ci presenta Rudin in questa chiave negativa, avvalorata da descrizioni fosche, commenti negativi da parte di personaggi positivi dell'opera, azioni di Rudin insensate e a tratti subdole. Ma la seconda parte dell'opera sembra riabilitare questo personaggio: nonostante tutti i suoi difetti, sembra suggerirci l'autore, Rudin è un fallito suo malgrado, un uomo che insegue un qualcosa di indefinito, ma che perpetra questa ricerca con passione. È uno sconfitto morale per colpa propria, ma la sconfitta è determinata da una incompletezza di fondo del protagonista, piuttosto che da sue manchevolezze e colpe. Gli ultimi capoversi inoltre, aggiunti dall'autore anni dopo la prima pubblicazione per mitigare la passività di un personaggio che era, per molta critica ufficiale, rappresentante della gioventù russa inconcludente degli anni '20 e '30 dell'Ottocento, confezionano una splendida rinascita spirituale di Rudin, affrescandolo con le soavi fattezze di un eroe risoluto e fattivo.
Turgenev è stato maestro nel condurre il lettore attraverso diverse e progressive concezioni morali del protagonista. Prima turpe, poi sconclusionato, poi passionale, poi ancora innocente incapace, poi coraggioso e intraprendente, infine eroe senza nome: tutte diverse versioni di una stessa persona, tutte diverse visioni da parte del lettore, che può infatti scegliere quella a lui più consona; ma tutte, indifferentemente, reali e indicative della profondità della persona narrata.
La realtà è complessa, e un uomo, nell'intimo delle sue idee lo è ancor di più: Turgenev è riuscito in "Rudin" a farci percepire la complessità anche quando questa è profondamente contraddittoria. E questo, a mio parere, è il merito più grande di quest'opera.

PAZELLA
Iscurrettesa:8
Balore artìsticu:8
Sustànzia:7.5
Grobale:8

Cussizzau a:

Consiglio questo romanzo a tutti quelli che apprezzano la buona letteratura russa, in particolare è indicato se avete già letto il celebre "Memorie di un cacciatore".
Se volete approfondire la vostra conoscenza dell'Ottocento letterario in Russia, dovreste leggere i suoi massimi rappresentanti, tra i quali spiccano Fëdor Michajlovič Dostoevskij (vi consiglio di iniziare con "Il giocatore" o "Memorie del sottosuolo") e Lev Nikolaevič Tolstoj (nei celebri "Anna Karenina" e "Guerra e pace").

Cuminzu de su libru Rudin de Ivan Sergeevič Turgenev:

Una dolce mattina d'estate. Il sole si trovava alto nel cielo puro, tuttavia i campi erano ancora umidi di rugiada, una freschezza olezzante saliva da la pianura e gli uccelli cinguettavano nella foresta piena di vapori e muta. Su la sommità della collina, dal versante intieramente coltivato a segala appena matura, si scorgeva un piccolo villaggio. Una giovane donna attraversava un sentiero in salita che conduceva al villaggio, vestita di un abito di mussola bianco con un cappello di paglia in testa, e con in mano un ombrellino. Un piccolo servo la seguiva da lungi.


[...]
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Memorie di un cacciatore (Записки Охотника) (1852)
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